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Maria Buonaguro – Genius Loci

I lavori di Leonildo proposti nell’Evento Artistico “Genius Loci” rappresentano un viaggio nelle emozioni vere, le emozioni che scandiscono la vita!
Un percorso ben articolato di immagini che accompagnano lo spettatore, aiutandolo ad entrare lentamente nel “luogo”, nell’ambiente, quello più autentico, quello tenuto sotto stretto controllo dallo “spirito del luogo”, da quel guardiano ancestrale, attento, premuroso che osserva nel tempo le modifiche del territorio, le variazioni che intervengono con il passare degli anni, senza alterare mai l’elemento primordiale, l’essenza tipica dei nostri contesti, l’anima mundi della nostra realtà, di questa entità viva che plasma coloro che continuamente interagiscono, delineando i caratteri indelebili, unici, che rappresentano l’identità profonda dei nostri luoghi.
Comprendere i luoghi, penetrare i paesaggi per cogliere la vita, dalle origini ad oggi, che anima questi ambienti per disegnare le storie di microcosmi inseriti nella storia generale di un’umanità in continua evoluzione, ma fondamentalmente sempre la stessa, è il fine ultimo che vuole perseguire l’artista riproducendo luci, colori, essenze, profumi del mondo che ci circonda.
L’intero percorso è un racconto emozionante che narra la storia della vita attraverso immagini particolari, scorci tipici, aspetti reconditi, cromature insolite che l’artista crea con l’obiettivo di provocare emozioni forti, in grado di sospingere il fruitore ad entrare in sintonia con lo spirito del luogo, perché chiamato a partecipare ad un evento eccezionale: la nascita della vita, la scintilla creatrice.
Si percepisce la rielaborazione minuziosa dei particolari, che diventa amore profondo per la creatura che sta plasmando, cura premurosa per arrivare, segno dopo segno, a cesellare l’immagine con un lavorio costante, in continua evoluzione, in perenne modificazione/cambiamento, che in fondo non è altro che la metafora della vita che, giorno dopo giorno, segna, cambia, modifica, altera i colori iniziali per restituirli poi più vivi, deforma i tratti primordiali per poi ridefinirli con precisione, decompone e destruttura l’immagine di un tempo per elaborarla e riprodurla con forza, con vigore, con una grandezza nuova che va oltre, oltre le rovine, oltre la storia, oltre il tempo, oltre la vita.
Così, grazie al lavoro accurato di riscoperta del “luogo”, attraverso il racconto fissato su tele minuziosamente “scolpite”, riempite di colori, segni, tratti, linee, spessori, asperità che conferiscono alla grana/trama del tessuto una vitalità da cui si percepisce un cuore pulsante che anima i soggetti, Leonildo ci accompagna in un mare di colore dove i fiori di campo sembrano uscire dal quadro per venirci incontro, per avvolgerci con la loro semplicità ricercata, inondandoci di un profumo che si espande e impregna la tela. La carrellata di immagini si snoda attraverso paesaggi disegnati dalla luce, in cui il Genius ci racconta la tradizione e ci conduce sommessamente nei meandri più nascosti della memoria. Il racconto continua mettendo in evidenza radici, arbusti, tronchi, elementi della natura resi vivi dalla luce che non consente al “nero” di fare capolino, le sfumature che danno spessore e profondità sono il verde scuro del sottobosco, il blu della notte, la nuance del blu Parigi per contrastare la luce che abbaglia, resa sempre più accesa dai rossi e gialli con cui Leonildo racconta l’uomo nella sua pienezza, descrive l’attaccamento alla vita con le radici profondamente inserite in una scarpata per mantenere solido il rapporto con il suolo.
Con pennellate impressioniste vengono fotografati gli angoli più suggestivi dei paesi vicini, viene tracciato lo skyline di un mondo pieno di sinestesie, colori e odori, viene ritmato il senso della vita che fluisce e fa vibrare il quadro, come se dai colori nascessero sonorità nuove che fanno sentire la particolare armonia di questi luoghi. Il ritmo continua a permeare i quadri in cui il tratto fine rappresenta il tentativo di far sentire il suono della vita, il momento creativo, il suono della luce che abbaglia la vittima, la stordisce, l’avvolge nella ragnatela e la offre in pasto.
Poi ancora suoni, ma di campane, di bambini, di giochi antichi, di segni che ricordano il potere o la forza travolgente della fede. E lontano dai centri abitati risuonano le tracce degli avi, i segni dei Sanniti, poi una musica che brucia e avvolge la vita in un incendio di sentimenti. Le pennellate continuano a dare vita alle foglie, le sostengono, le fanno emergere dalla tela, si può godere della vita e il quadro stesso vibra, ha la musicalità di uno strumento a percussione, che riporta ogni cosa al ritmo primordiale: punti, linee, fino all’infinito.
La vita si trasforma in volo, un volo di farfalle, tra petali di rose che cambiano continuamente, evolvono, modificano colori e fattezze, come accade nella vita, trasformano il loro aspetto con un lavoro costante, con cui l’artista entra ed esce, poi ritorna sulla tela e plasma il segno e il disegno, senza portarlo mai a compimento, lasciandolo sempre così, mai compiuto, in modo tale che ognuno, guardandolo, possa animarlo con una vita sempre diversa, sempre nuova, la sua!
Il racconto finisce su un muro, con un’ombra che attraverso il rosso vivo, marcato, fa affiorare la vita, mentre i gialli e i rossi riempiono la tela e pervadono l’anima.
Il nostro viaggio in compagnia del Genius Loci, intanto che volgiamo al termine, ci prende e coinvolge, perché risulta vero, caratterizzato da aspetti materici, dalla ruvidità degli elementi, dalla forza delle pennellate che raccontano in piena libertà la natura e la vita in continuo cambiamento.
In conclusione emerge un lavoro prezioso che lascia trasparire la forza della vita, la carezza delicata per la creatura in costante evoluzione, le rifiniture inferte con colpi decisi che accompagnano con cura la realtà che scorre, che fluisce lentamente, giorno dopo giorno, sotto l’occhio vigile dell’attento custode, il Genius Loci, l’ARTISTA.