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Leonildo Bocchino

RIFLESSIONI a margine…

Il reperto archeologico come avanzo della storia dell’uomo, il paesaggio come segno morfologico dei luoghi di antiche genti, la materia e i materiali prevalentemente usati nella quotidianità sono la trama e gli orditi della tessitura riferiti alla produzione artistica intorno ai “Sanniti”. Un popolo (o meglio più etnie aggregate) di pastori e guerrieri selvaggi dell’entroterra italico non lasciava immaginare che per porre le fondamenta di un tempio e di un teatro facesse riferimento, probabilmente, ad un rapporto di armonia notevole: la sezione aurea.
L’influsso della “magna grecia”, sul piano culturale architettonico, è stato determinante: così un popolo di pastori nel costruire i suoi templi votivi ha utilizzato questo modulo aureo che a Pietrabbondante appare abbastanza evidente.

La dimensione della sezione aurea, nelle opere pittoriche con il modulo a tre tele, diviene elemento portante, sul piano squisitamente compositivo, a volte,  da rendere autonome ed indipendenti le tessere di un unico mosaico.

La legione linteata di “liviana” memoria pare avesse come presupposto l’uso della tela di lino utilizzata per coprire l’accampamento durante il giuramento e per vestire i giovani guerrieri.
Ibi mediis fere castris locus est consaeptus cratibus pluteisque et linteis contectus, patens duecentos maxime pedes in omnes pariter partes…”
– ivi, quasi al centro dell’accampamento, si racchiuse tutt’intorno con tramezzi di graticci e si coprì con drappi di tela uno spazio che s’estendeva al massimo per duecento piedi, ugualmente in ogni direzione –
Ea legio linteata ab integumento consaepti, in quo sacrata nobilitas erat, appellata est; his arma insignia data et cristatae galeae, ut inter ceteros eminerent…”
– Quella legione fu chiamata linteata dalla copertura del recinto in cui era stata consacrata la nobiltà; a questi guerrieri furono date fulgide armi ed elmi col pennacchio, perché si distinguessero fra tutti gli altri. –

Ed ecco all’ora che le opere pittoriche si coprono di oro e di drappi di tela bianca in cui si dipanano le pieghe del tessuto e le pieghe di delicate velature che attraversano i vari elementi compositivi… dietro la piega la storia dell’uomo… dietro la piega … tutto ciò che il tempo e i romani hanno distrutto… “le forche caudine” hanno segnato la distruzione di un popolo.

Il mito di ercole, della forza, del guerriero, quello delle divinità agresti, della fertilità sono il substrato per far rivivere, attraverso la forza del colore, mediante la “tattilità” della materia e l’armonia delle forme e dei segni, lo spirito di un popolo che la storia voleva , a tutti i costi, cancellare.

Tela di lino, Architettura, Sezione aurea, Oro, Scrittura, Pieghe, Divinità, Ercole, Mefite, Mater sono gli elementi del magma vulcanico – “eroico furore” – che la sensibilità del pittore ha utilizzato, ha piegato, ha trasfigurato per scrivere con il pennello e i colori la storia del suo popolo.