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Febbraio ’78

M. Giorgio Lucchi

“La Famiglia Cremounesa” dal 18 febbraio al 2 marzo presenta le mie opere, e, così M. Giorgio Lucchi si esprime: “ … Le sue opere realizzate d’istinto ed in punta di pennello sono lo specchio dell’animo… non intende tracciare discorsi pittorici astrusi ma comprensibili e quel che più conta alla portata di tutti, per cui la sua pittura tesa con tavolozza ricca di colori, curata negli impasti, mai eccessivamente portata verso inutili spessori, ben limitata nelle linee essenziali di un disegno studiato, immaginato, mai concepito occasionalmente, diventa piacevole da osservare. Essa ha altresì il piacere in chi la osserva sensazioni di tranquillità difficilmente riscontrabili nel mondo d’oggi; le opere destano motivi di quiete arcaica e ciò perché il pittore vi pone una fetta del suo cuore…”
In questo lasso di tempo che va dal 1978 al 1971 (il battesimo del fuoco al mio paese, con lo pseudonimo Odlinoel – forse era il timore per i giudizi e i pregiudizi della mia gente – mi sbagliavo!) le avventurose estemporanee in tutta la regione Campania e saltuariamente in quelle limitrofe mi hanno forgiato come pittore e mi hanno permesso di interagire con tantissimi pittori (Bertè, Sole, Stingo, Angiuoni, Carpine,  Bardeggia, Roccotelli, Puopolo, Pelosi, Di Gisi, Basile, Storti, Troisi, Franco, Piga, Bonè, Caleca, Mastrocinque, Barbieri, Loffredo, Rauso, Ferrante… e tutti quelli che adesso mi sfuggono…mi scusate!).
Però un ricordo ed un segno forte l’ho ricevuto da Franco De Cesare (Franceschino) negli anni settanta.
Così scrivevo in una delle mie prime autopresentazioni:
“…La pittura è una faccenda privata.
La si fa per il bene di due o tre amici e di qualcun altro che è morto…” (E. Degas)